Informazioni - C.S.L. Imprese Funebri Riunite

C.S.L.
Imprese Funebri Riunite
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Informazioni


La perdita di una persona cara è una prova dura, la più difficile e dolorosa che possa capitare per chiunque, in questi momenti, oltre al dolore vi è spesso un forte sentimento di ansia, confusione ed agitazione per tutto quello che si deve fare.

La nostra agenzia ha il dovere di fare tutto il possibile per garantire ad ogni persona, che si trova ad affrontare una situazione così delicata, la maggiore semplificazione e il più semplice accesso a tutte quelle operazioni richieste ai necessari adempimenti burocratici.

La scelta dell'impresa funebre alla quale affidare l'estremo saluto di un proprio congiunto deve essere libera, lo sciacallaggio è un comportamento delinquenziale, diffidate sempre delle persone che non conoscete, e che in qualsiasi modo cercano di convincervi a scegliere questa o quella impresa funebre, la decisione è solo vostra e potete scegliere una qualsiasi impresa del territorio italiano. In un momento delicato come quello del lutto, le imprese funebri serie non si presentano con prezzi civetta, e tantomeno li pubblicizzano sulle vetrine, ma sono invece a disposizione per preventivi gratuiti e trasparenti.

La concorrenza tariffaria è sintomo di inferiorità di servizio, incapacità direttiva, disorganizzazione amministrativa e in molti casi sono imprese non in regola, spesso coloro che la eseguono assumono impegni consenzienti di non mantenere e precludono ogni sviluppo e prestigio della categoria.

Una vera impresa funebre deve avere una sede commerciale idonea, almeno un'autofunebre con adeguata autorimessa, almeno quattro operatori funebri in possesso dei requisiti formativi come previsto dalla nuova L.R. n.18/2010 con regolare contratto di lavoro in base le ore prestate, un direttore tecnico, dotato di poteri diretti e responsabile dell'attività funebre, in possesso dei requisiti formativi.

La cremazione è un diritto, non è necessario iscriversi a nessuna associazione per poterla esercitare, ma basta confidare la propria scelta ad un familiare. E' sufficiente che un parente stretto del defunto sottoscriva negli uffici comunali una dichiarazione che attesta la volontà del familiare di essere cremato, un'operazione semplice che non ha nessun costo.
Ci permettiamo di fornirvi alcune informazioni e consigli, che possano tornarvi utili nell'affrontare tutti gli adempimenti
connessi e conseguenti al decesso di un congiunto, presso gli Enti Pubblici e Privati.
In questa pagina troverete tutta una serie di informazioni utili. I dati raccolti sono stati forniti dagli uffici competenti.
E' possibile che la documentazione richiesta possa variare a causa del diverso ambito territoriale.

ATTENZIONE PERO' !!!

Si tratta di informazioni di carattere strettamente generico! Vi preghiamo di non contattarci per richiederci consulenze su questioni private,
perchè non potremmo rispondervi adeguatamente! Per tutte le informazioni specifiche di cui avete bisogno,
sarà il caso di contattare un consulente legale, che risponderà in modo certo e preciso alle Vostre domande.


Eventuali risparmi del defunto

Innanzitutto consigliamo, eventualmente all'occorrenza con il titolo di credito (libretto), di rivolgersi subito alla Banca o all'Ufficio Postale competente.

Qui di seguito alcuni esempi:

Libretti di risparmio al portatore: chi è in possesso del libretto può in qualsiasi momento ritirare il saldo anche se non è un familiare. Fatto salvo però che gli eredi se a conoscenza del libretto, possono far valere il diritto alla quota.

C/C o libretti intestati ad una persona defunta con un'unica firma: non è possibile ritirare il saldo, se non per successione.

C/C con firma congiunta di due persone: un intestatario muore: non è possibile prelevare il saldo se non per successione. E' comunque un caso molto difficile da realizzarsi visto che di solito le banche consigliano di fare firme disgiunte.

C/C con firma disgiunta di due persone: una muore, poniamo il caso che sia anche intestato: in teoria si dovrebbe fare successione. E' però possibile tramite la firma in conto dell'altra persona, ritirare prima della morte il saldo (in questo caso specifico parlare con l'impresa funebre).

Libretti nominativi bancari: vedi C/C bancari.

E' possibile che gli eredi del defunto non siano tenuti a fare successione (infatti per alcuni casi non serve - a breve pubblicheremo anche le relative tabelle). In questo caso di solito la banca richiede una dichiarazione di tutti gli eredi, che devono appunto dichiarare di non essere tenuti ad effettuare successione. In teoria la copia di questa dichiarazione dovrebbe essere presentata dalla banca all'ufficio del registro.
Per liquidare il saldo, di solito la banca richiede i seguenti documenti:
- certificato di morte;
- atto notorio con il quale si identificano tutti gli eredi del defunto;
- copia del modello presentato all'ufficio imposte, dove oltre ai beni intestati al defunto, è inserito il saldo del C/C o libretto nominativo.

C/C postali: sono forme di risparmio poco usate. Sono simili ai C/C bancari.

Libretti postali al portatore: (vedi libretti bancari al portatore).

Libretti nominativi o buoni fruttiferi postali: se vi è un solo intestatario si procede per successione. Se vi sono due o più intestatari la proprietà del saldo del libretto o buono fruttifero spetta in quota percentuale agli intestatari del medesimo; la quota del defunto va agli eredi e il trasferimento avviene sempre per successione. E' possibile che un intestatario del titolo, con lo stesso, prima della morte prelevi il saldo (sentire impresa funebre). Gli eredi però, nel caso non ricevessero la loro quota, possono in ogni caso far denuncia per far valere i loro diritti.
Es. libretto intestato alla persona X e al nipote Y. X muore. Il nipote Y ha diritto al 50% del saldo del libretto, il restante 50% va diviso con gli eredi.

Documenti richiesti di solito per successione in ufficio postale:
- compilare apposita domanda di rimborso su modulo dell'amministrazione delle Poste;
- atto notorio indicante tutti gli eredi;
- modello 240 T o modello D dell'ufficio del registro;
- eventuale copia testamento regolarmente registrata.
Altri documenti possono essere richiesti in base alla natura e alla consistenza del deposito.


INPS - Pensione del defunto

Il libretto di pensione INPS va restituito all'INPS con un certificato di morte.

Se il coniuge del defunto è ancora in vita, bisogna che compili il modulo SO1 per la pensione di reversibilità. Per la compilazione del sopraccitato modulo, oltre alla firma del diretto interessato, serve uno stato famiglia aggiornato alla data di morte del defunto. In alcuni casi la reversibilità spetta al coniuge separato o divorziato.

Ratei pensione maturati e non riscossi: se con la morte del familiare la pensione fosse maturata ma non riscossa, individuiamo i seguenti casi:
- domanda fatta dal coniuge: in questo caso basta compilare solo il modello per la reversibilità. L'INPS procede automaticamente alla liquidazione della quota di competenza.
- domanda effettuata dagli eredi: attraverso la compilazione di uno o più appositi modelli dell'INPS è possibile ricevere la liquidazione delle rate maturate e non riscosse.

Alla prima citata domanda bisogna allegare i seguenti documenti:

a) certificato di pensione (ultima rata riscossa);
b) certificato di morte;
c) stato di famiglia;
d) atto notorio dal quale risultano tutti gli eredi del defunto;
e) copia autentica del testamento, se c'è;
f) delega alla riscossione, qualora esistano più eredi maggiorenni, con firma autenticata (per questa delega alcuni patronati possiedono propri moduli).

Ricordiamo inoltre che:
- la pensione viene riscossa anticipatamente ogni due mesi;
- nel caso la pensione non fosse riscossa, il mese di morte spetta di diritto insieme alla quota di tredicesima.
I familiari devono astenersi dal ritiro della pensione nel caso alla morte del defunto non fosse maturata. Esempio: Il Signor X muore il giorno 7. Il ritiro della pensione matura il giorno 8. I familiari non devono ritirare la pensione, ma possono richiedere, facendo domanda all'INPS, che venga loro liquidato il mese che gli spetta (sempre che poi l'INPS lo conceda). In ogni caso bisogna fare attenzione, perché l'INPS, prima di chiudere la pratica, attende dal comune di residenza (che possiede un'apposita anagrafe dei pensionati ed è tenuto ad informare l'INPS in caso di morte) copia di un certificato di morte con l'ora del decesso.
L'INPS può dunque constatare se è stata riscossa la pensione e può chiederne la restituzione.

Bisogna ricordare inoltre che se la pensione viene accreditata automaticamente in C/C, bisogna subito bloccarla, altrimenti dopo si dovrà restituire.

Consigliamo, visto che il servizio è effettuato gratuitamente, di rivolgersi ai patronati per quanto riguarda tutte le pratiche INPS.


Assenza di testamento

Quando chi muore senza testamento lascia:

Coniuge e figli legittimi e/o naturali
Il patrimonio passa al coniuge per un terzo e ai figli per due terzi. La quota dei figli spetta in parti uguali a ciascuno senza distinzione di sesso, anche se nati da matrimoni diversi. Se il figlio è uno solo, il patrimonio spetta per metà al coniuge e per metà al figlio. Il figlio o altro discendente premorto viene rappresentato dai suoi figli; questi conseguono complessivamente quanto sarebbe spettato al loro genitore.

Coniuge e fratelli
Coniuge e ascendenti
Coniuge, ascendenti e fratelli (e(o sorelle)
Al coniuge spettano due terzi dell'eredità; l'altro terzo si divide per capi tra fratelli ed ascendenti, ma la porzione di questi ultimi non deve essere inferiore ad un quarto dell'asse ereditario.

Se succedono il coniuge, un ascendente e un fratello, l'eredità spetta per due terzi al primo, per un quarto all'ascendente e per il resto al fratello.

Se col coniuge succedono un ascendente, un fratello e due figli di altro fratello premorto, l'eredità si devolve: 2/3 al coniuge, 1/4 all'ascendente, 1/24 al fratello, 1/24 ai nipoti.

Se succedono il coniuge, due ascendenti ed uno o più fratelli, l'eredità si devolverà così: 2/3 al coniuge, 1/8 al 1° ascendente, 1/8 al 2° ascendente, 1/12 ai fratelli.

Se infine l'ascendente che concorre col coniuge è uno solo (sempre 2/3) e vi sono tre fratelli, all'ascendente spetterà un quarto ed ai fratelli un trentaseiesimo ciascuno.
Al coniuge si devolve tutta l'eredità se mancano figli legittimi o naturali, ascendenti, fratelli (o sorelle).

Soltanto figli legittimi e/o naturali
Essi succedono in tutta l'eredità in parti uguali.

Soltanto genitori
Succedono in parti uguali; se sopravvive un solo genitore, questi consegue tutta l'eredità.

Soltanto ascendenti
L'eredità è devoluta agli ascendenti e spetta per metà a quelli della linea paterna e per metà a quelli della linea materna. Se però essi non sono in eguale grado, l'eredità spetta interamente al più vicino senza distinzione di linea.

Soltanto fratelli (e/o sorelle)
L'intera eredità spetta in parti uguali (vedi parte "Fratelli unilaterali, germani e ascendenti).

Ascendenti e figli legittimi e/o naturali
L'esistenza dei figli legittimi e/o naturali, o loro discendenti, esclude gi ascendenti dalla successione.

Ascendenti e fratelli
L'eredità si divide fra essi per capi, cioè singolarmente, ma la porzione che spetta complessivamente agli ascendenti, non può mai essere inferiore alla metà.

Fratelli unilaterali, germani e ascendenti
I fratelli unilaterali (aventi comune il solo padre o la sola madre), se concorrono con gli ascendenti e coi fratelli germani (figli dello stesso padre e della stessa madre), o con gli uni soltanto, hanno diritto solamente alla metà della quota che consegue ciascuno dei genitori o dei genitori, i quali ultimi non debbono però conseguire cumulativamente meno della metà. Ciò sia che il defunto lasci fratelli germani e unilaterali, sia che lasci soltanto fratelli unilaterali in concorso con gli ascendenti. L'eredità si devolve cioè in proporzione di due quote contro una. Nel caso invece in cui succedano soltanto fratelli unilaterali, questi hanno diritto all'intera successione in parti uguali fra loro.

Se il defunto è un figlio naturale riconosciuto e lascia:
a) soltanto genitori: l'eredità si devolve (per metà ciascuno) ai genitori da cui fu riconosciuto e del quale è stato dichiarato figlio. Se uno solo ha però legittimato il figlio, l'altro genitore è escluso dalla successione.

b) coniuge e genitore: l'eredità si devolve per due terzi al coniuge e per un terzo al o ai genitori da cui fu riconosciuto.

c) soltanto coniuge: questi succede in tutto il patrimonio.

La legge comunque riconosce il rapporto di parentela fino al 6° grado.


Eredità Automezzo

Il consiglio è di rivolgersi ad un'agenzia per pratiche automobilistiche. Il principio comunque è questo:
se tutti gli eredi sono d'accordo, l'automezzo può essere intestato ad un famigliare ai sensi dell'art. 2688 del C.C.
L'agenzia in questo caso richiederà i seguenti documenti:

certificato di morte in carta semplice
certificato di residenza in bollo al quale va intestato l'automezzo.
documento di identità di chi firma e codice fiscale se l'automezzo è superiore a 14 cavalli fiscali.

E' comunque da ricordare che:
se gli eredi sono tutti d'accordo l'automezzo può essere venduto.

Per demolire l'automezzo bisogna fare un passaggio di proprietà.

Il bollo - se non vi è trasferimento dell'automezzo - deve essere pagato ugualmente.

Bisogna dare disdetta all'Assicurazione (non serve lettera raccomandata 3 mesi prima - basta presentarsi con un certificato di morte).

Successione

La materia è piuttosto complessa. Ed ogni situazione è un caso particolare a sé. Il consiglio è di rivolgersi ad un notaio o a una qualsiasi altra persona competente in materia; sia per quanto riguarda eventuali spiegazioni, sia per pratiche di successione con e senza testamento. Riportiamo però alcune notizie utili soprattutto a titolo informativo, citando anche nel testo che segue, una parte della legge sulla successione.

Dal totale dell'importo sul quale è calcolata l'imposta di successione sono deducibili:

le spese funebri fino ad un massimo di € 1550,00 regolarmente documentati da fattura o ricevuta fiscale, di cui solo il 19% sono deducibili.
le spese mediche riferite al defunto anteriori al massimo fino a 6 mesi, regolarmente documentate da fattura o ricevuta fiscale.
La successione è obbligatoria in ogni caso se il defunto lascia in eredità beni immobili e va effettuata entro 6 mesi dalla data di morte del defunto. Se però la controparte in possesso del bene riesce a dimostrare che l'accordo era avvenuto prima dei sei mesi, i famigliari perdono questo diritto.
Di solito il notaio per la successione richiede questi documenti:
certificato di morte;
situazione originaria del defunto;
codici fiscali del defunto e degli eredi;
atti notarili di proprietà o provenienza;
accatastamenti, planimetrie, ecc.;
fattura spese funerarie - mediche;
eventuali depositi, c/c, ecc.*
* In alcuni casi è obbligatorio inserirli nella successione. Per altri casi dove c'è qualche possibilità di prelevare il saldo, è facoltà della banca decidere se inserirli o non inserirli nella successione.

Utenze energia elettrica, telefono, gas, acqua, ecc.

Consigliamo di rivolgersi con un certificato di morte all'ente erogatore. Forniamo qui di seguito per alcuni enti quanto è necessario fare:
TELEFONO (Telecom)
Utente convivente con il famigliare deceduto: telefonare al 187, dare dati del nuovo utente con il codice fiscale.
Oltre al nuovo contratto, Telecom richiede anche il certificato di morte del defunto ed eventuali altri documenti (che di volta in volta si riserva di richiedere) del nuovo intestatario.
Il costo è gratuito ed è possibile farlo telefonicamente.
Utente non convivente:
consigliamo di rivolgersi al 187 spiegando il singolo caso. Di solito Telecom richiede l'effettuazione di un nuovo contratto addebitando le relative spese.
ENERGIA ELETTRICA (Enel)
Utente convivente con il famigliare deceduto:
è necessario recarsi presso lo sportello degli uffici ENEL competente per il territorio con i seguenti documenti:
- documento di identità del nuovo intestatario;
- bollette vecchie per facilitare la ricerca del numero utente;
- codice fiscale del nuovo intestatario;
- marca da bollo.
Il servizio è gratuito.
Utente non convivente con il famigliare defunto:
è necessario rifare il contratto il cui costo è di € 68,00 circa.
Altri documenti da presentare per la successione del contratto di fornitura acqua/gas (in carta semplice):
- dichiarazione da parte degli altri eredi che essi rinunciano al diritto di allacciamento a favore del richiedente.


Permessi di lavoro dei famigliari

Per l'impiego in settori privati di solito non è previsto nessun giorno particolare, bensì l'utilizzo - in accordo con il datore di lavoro - dei giorni di permesso o di ferie regolarmente retribuiti previsti dal contratto specifico di settore.
Per il settore pubblico sono previsti, in caso di gravi lutti di famiglia, 5 giorni.
Bisogna consegnare in questo caso un certificato di morte o un'autocertificazione.

 
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